Roma (Italia). Nel mese di febbraio 2025, alcune Figlie di Maria Ausiliatrice neo missionarie, si sono rese disponibili come Volontarie per il Giubileo della Speranza 2025 a Roma.

Circa 13 mila sono le candidature giunte da tutti i continenti al coordinamento del servizio dei volontari del Giubileo. I volontari hanno dato la disponibilità per periodi più o meno lunghi, in modo che nel corso delle settimane il servizio venga garantito da presenze fisse e presenze mobili, per coprire ciascuna settimana. (cfr. Vatican News)

L’8 febbraio 2025 cinque FMA neo missionarie hanno iniziato il servizio per una settimana, mentre una di loro, suor Catherine Ramírez Sánchez, FMA cilena destinata a Cuba, ha continuato l’esperienza fino alla fine del mese, come racconta nella sua testimonianza:

“Ogni mattina partivamo da Casa Generalizia alla volta del Vaticano per servire il Signore nei pellegrini che giungevano alla Basilica di San Pietro. La mattinata iniziava con una breve riunione, in cui il responsabile dava le informazioni utili: numero di pellegrini e gruppi iscritti, circostanze varie della giornata. Poi ci inviava ai vari punti di servizio lungo il percorso di pellegrinaggio a partire da Piazza Pia, all’inizio di Via della Conciliazione, fino alla tomba dell’apostolo San Pietro all’interno della Basilica. Ogni punto di servizio è stato un’occasione di incontro con Gesù, pellegrino in ogni persona che viene a San Pietro.

Così è trascorsa una settimana di servizio con le neo Missionarie ed è iniziato il mio nuovo servizio per un mese. In questo periodo di volontariato, ho accompagnato i pellegrini lungo tutti i punti del cammino:

Piazza Pia: luogo di accoglienza di coloro che desiderano iniziare il cammino verso la Porta Santa, convalidano la loro registrazione sull’app Iubilaeum25 e ricevono un foglietto con la preghiera da utilizzare in questo cammino. Si riunisce un gruppo di almeno 10 persone e viene consegnata loro la Croce di legno, realizzata appositamente per questo Giubileo e lavorata a mano. Viene portata da una persona e si può scambiare tra i pellegrini fino a raggiungere la tomba di San Pietro. Questo è l’inizio del percorso esclusivo dei pellegrini verso la Porta Santa.

Via della Conciliazione: lungo questo percorso, i volontari stazionano ad ogni angolo per garantire che la strada sia libera per coloro che si dirigono verso la Porta Santa.

Piazza Pio XII: la Piazza dell’incontro. Questo è un altro punto importante, quasi al centro di Piazza San Pietro, dove i volontari offrono il loro servizio non solo ai pellegrini, ma anche ai turisti che chiedono informazioni, soprattutto per raggiungere i Musei Vaticani e la Cappella Sistina. Da questo punto, previa iscrizione, possono entrare anche le persone sole o con difficoltà motorie che desiderano attraversare la Porta Santa.

Controllo di sicurezza: in questo settore, i volontari affiancano le forze dell’ordine al controllo di sicurezza per l’ingresso nella Basilica di San Pietro, dando chiare istruzioni su come passare dal metal detector.

Portone di Bronzo: in questo crocevia del cammino, i volontari orientano i pellegrini e i turisti, sia per l’ingresso diretto alla Basilica, sia per recarsi alle tombe dei Papi, alla cupola e soprattutto per liberare la strada a chi giunge in pellegrinaggio da Piazza Pia.

Il Sagrato: l’ultima tappa del percorso. In questo punto i volontari sono distribuiti davanti all’ingresso della Basilica, per accompagnare i pellegrini a varcare la Porta Santa. Attraversata la Basilica, davanti alla tomba dell’apostolo Pietro. proclamano il Credo. Questo atto di fede conclude il pellegrinaggio. Il volontario che ha accompagnato il gruppo ritira la Croce e la porta al punto di raccolta, dove un altro volontario è incaricato di riportarla a Piazza Pia, per un altro gruppo di pellegrini.

Una volta terminato il pellegrinaggio, i pellegrini che lo desiderano possono recarsi all’infopoint Iubilaeum25 e richiedere un attestato come ricordo della loro partecipazione alla gioia di questa esperienza giubilare.

Come volontaria ringrazio Dio, Padre della vita, per questa esperienza di Chiesa universale. Le lingue, i colori e le culture del mondo si riuniscono in un unico luogo per accogliere questo invito alla riconciliazione, a vivere l’anno di grazia, di perdono e di misericordia indetto dal Santo Padre Francesco.

In questo Giubileo della Speranza, il mio cuore esulta di gioia, di fede e di rinnovato amore nel vedere tanti bambini, giovani, adulti, famiglie, che attraversano la Porta Santa con devozione, raccoglimento, con la certezza di attraversare un luogo santo, con la certezza che Dio stesso sta aprendo le braccia al perdono.

Stare in piedi per 5 o 6 ore, servendo così tante persone, può far emergere la stanchezza e il sacrificio, ma sui volti dei volontari si incontra sempre un sorriso amichevole e uno sguardo attento, per rispondere ai dubbi e agli interrogativi delle persone che si avvicinano.

Nel profondo del mio cuore rimane un sentimento di gratitudine per l’opportunità di servizio in questo Giubileo e anche per il passaggio di Dio nelle tante persone incontrate: pellegrini con tante intenzioni, sogni, desideri, fede e soprattutto per tanti volontari disposti a donare il loro tempo – una settimana, un mese, sei mesi, un anno – per servire Cristo in questo Giubileo, alcuni anche lasciando il proprio Paese”.

Nell’Angelus del 9 marzo 2025, Giubileo del Volontariato, Papa Francesco ha espresso la gratitudine a tutti i volontari, resa ancor più viva dall’esperienza diretta del suo ricovero al Policlinico Agostino Gemelli:

“Nelle nostre società troppo asservite alle logiche del mercato, dove tutto rischia di essere soggetto al criterio dell’interesse e alla ricerca del profitto, il volontariato è profezia e segno di speranza, perché testimonia il primato della gratuità, della solidarietà e del servizio ai più bisognosi. A quanti si impegnano in questo campo esprimo la mia gratitudine: grazie per l’offerta del vostro tempo e delle vostre capacità; grazie per la vicinanza e la tenerezza con cui vi prendete cura degli altri, risvegliando in loro la speranza!

Fratelli e sorelle, nel mio prolungato ricovero qui in Ospedale, anch’io sperimento la premura del servizio e la tenerezza della cura, in particolare da parte dei medici e degli operatori sanitari, che ringrazio di cuore. E mentre sono qui, penso a tante persone che in diversi modi stanno vicino agli ammalati e sono per loro un segno della presenza del Signore. Abbiamo bisogno di questo, del ‘miracolo della tenerezza’, che accompagna chi è nella prova portando un po’ di luce nella notte del dolore”.

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